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NOLEGGIO A LUNGO TERMINE DS
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MARCHIO DS
DS DS7 Crossback
Bluehdi 130CV Automatica Business
Durata: 48 mesi
Km inclusi: 60.000
Con anticipo: €420 + iva
Senza anticipo: €520 + iva
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Per privati senza anticipo: €629 iva inclusa
DS DS7 Crossback HYBRID
1.6 200CV E-Tense Aut. Business
Durata: 48 mesi
Km inclusi: 60.000
Con anticipo: €529 + iva
Senza anticipo: €649 + iva
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Per privati senza anticipo: €787 iva inclusa
DS DS3 Crossback
Bluehdi 100CV Business
Durata: 48 mesi
Km inclusi: 60.000
Con anticipo: €369 + iva
Senza anticipo: €439 + iva
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Per privati senza anticipo: €532 iva inclusa
DS DS3 Crossback ELETTRICA
E-Tense 136CV Business
Durata: 36 mesi
Km inclusi: 60.000
Con anticipo: €409 + iva
Senza anticipo: €509 + iva
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Per privati senza anticipo: €617 iva inclusa
*Promo calcolate con anticipo variabile dal prezzo di listino 10% o 15% soggette a modifiche in base ai prezzi di mercato ed alle scontistiche.
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Le origini della sigla DS
La prima volta in cui la sigla DS fu utilizzata dalla Citroën fu nel 1955, quando venne lanciata la Citroën DS. Tale modello fu frutto del progetto portato avanti da due tra le menti più eclettiche ed anticonformiste che la storia dell'automobile potesse annoverare, vale a dire l'italiano Flaminio Bertoni ed il francese André Lefèbvre. La sigla DS applicata a questa vettura volle essere l'acronimo di Désirée Spéciale (ossia "desiderata speciale" in francese), ma le iniziali pronunciate in francese suonano anche come "déesse", che significa "dea". La vettura rimase in listino per vent'anni, fino al 1975, quando la Citroën era appena approdata sotto l'ala protettrice del Gruppo PSA, costituito dalla Citroën stessa e dalla Peugeot. Nel 2000 la Citroën DS giunse al terzo posto nella graduatoria per l'elezione dell'Auto del secolo.

Il 13 ottobre 2008 il Gruppo PSA decise di rispolverare l'antica sigla rinnovando la protezione dei diritti su di essa. Scopo dell'operazione fu quella di creare una linea di modelli dalle caratteristiche premium, ossia con un posizionamento d'immagine e di mercato al di sopra dei modelli tradizionali della casa automobilistica. L'idea fu quella di realizzare una gamma di vetture partendo dalle basi meccaniche dei modelli costituenti la gamma Citroën, ma con nuove carrozzerie per distinguere gli orientamenti commerciali dei due marchi. Inizialmente la sigla DS sarebbe stata fatta esordire come una linea di vetture inserita nella gamma ufficiale Citroën, ma in seguito vi fu in programma di rendere il marchio DS indipendente da quello del "double chevron". Nel suo nuovo corso, la sigla DS acquisì un significato differente da quello del 1955. La nuova sigla DS stava per "different spirit".
Fu così che il 5 febbraio 2009, a Parigi, in occasione dei 90 anni della Citroën, fu presentata la prima concept a riproporre per la prima volta dopo 54 anni la sigla DS su di una Citroën. Tale concept prese il nome di Citroën DS Inside e sarebbe stata il modello che avrebbe prefigurato in via quasi del tutto definitiva la DS3, una vettura di segmento B basata sul pianale della Citroën C3 ma con un'immagine più ricercata. Tale modello avrebbe fatto il suo debutto al Salone di Ginevra del 2010 ed avrebbe riscosso un buon successo di vendite, tanto da spingere i vertici Citroën a proseguire con il loro programma di ampliamento della linea DS. Fu così che nel 2011 videro la luce anche altri due modelli, denominati rispettivamente DS4 e DS5, anch'essi caratterizzati da una ricerca stilistica personale rispetto ai modelli dai quali derivavano, sia nella carrozzeria che nell'abitacolo.
I consensi suscitati dalla nascita della linea DS fecero sì che la dirigenza del Gruppo PSA si interrogasse sulla possibilità di proporre tale marchio anche nei mercati emergenti ad ampie possibilità di espansioni, come ad esempio quello cinese. Per questo, già alla fine del 2011, fu stipulata una joint-venture tra il Gruppo PSA e la Chang'an Motors (CAPSA). In seguito a ciò fu avviata la costruzione di un nuovo stabilimento nella città di Shenzhen: l'impianto fu inaugurato il 28 settembre 2013 ed è stato realizzato prevedendo una produzione annua di 200 mila unità. Nel frattempo fu annunciata in Cina la nascita del marchio DS come entità a sé stante, indipendente dal marchio Citroën e con una sua rete dedicata per la vendita e l'assistenza. I primi modelli assemblati a Shenzhen furono la DS5 e la DS 5LS, una berlina riservata al solo mercato cinese. Quest'ultima berlina, in particolare, fu il modello nel quale per la prima volta scomparve il logo del classico "double Chevron" dalla calandra. In Europa, invece, la sigla DS continuò ad identificare una linea di modelli incorporata nella gamma Citroën.

L'indipendenza della DS
Siamo a questo punto nel 2014: mentre il brand DS acquista in Cina una sua identità sempre più definita e mentre la gamma cinese si allarga con l'introduzione del SUV DS 6, il numero uno della DS, Yves Bonnefont conta di estendere la rete di vendita nel Paese mandarino da 56 a 200 concessionari.
In ogni caso, il marchio DS diviene ufficialmente un'entità autonoma a partire dal mese di giugno, quando viene registrata come marchio e si prepara al suo debutto anche nel continente europeo, debutto che però non avverrà prima dell'inizio dell'anno seguente. Nel frattempo, il Gruppo PSA comincia con il presentare al Salone di Parigi la concept Divine DS, anch'essa ormai priva del logo Citroën e con la quale si intende anticipare quelle che saranno le nuove forme della seconda generazione del crossover DS4.
Tutto sembra ormai pronto per il lancio del marchio DS su una vettura di serie anche nel Vecchio Continente: tale lancio avviene al Salone di Ginevra del 2015, quando sotto i riflettori finisce la DS 5, restyling di mezza età della precedente Citroën DS5 e primo modello per il mercato europeo a fregiarsi del nuovo marchio e ad eliminare qualsiasi riferimento alla casa del "double Chevron".
La difficile congiuntura economica in cui il marchio DS prese vita portò rapidamente ad alcuni dubbi circa la sua efficacia commerciale, dati i risultati di vendita non all'altezza delle aspettative, specialmente in Europa. Per questo, dopo un'analisi di mercato i cui risultati evidenziarono una forte inclinazione verso i modelli crossover-SUV, si scelse di orientare maggiormente in tale direzione la produzione DS: così, mentre si cominciò a lavorare all'erede della DS 3, vi fu il lancio in Europa del DS 7 Crossback, un nuovo SUV di fascia media paragonabile al DS 6 prodotto e commercializzato in Cina. Analogamente, l'erede della DS 3 venne reinterpretata in chiave crossover-SUV in modo da ottenere un modello in grado di fronteggiare ad armi pari le rivali di riferimento (Mini Countryman in primis). Nel 2018, l'ultimo atto di questa nuova strategia di mercato fu l'eliminazione dalla gamma dei modelli DS 4 e DS 5, tanto originali e raffinati nelle loro soluzioni quanto sfortunati sul mercato, specie nella seconda parte delle rispettive carriere commerciali.
Nel fine 2019 termina ufficialmente la joint venture cinese con il gruppo Changan a causa delle vendite collassate; dalle 23 mila vetture vendute in Cina nel 2014 si è passati alle sole 3900 unità commercializzate nel 2018. Lo stabilimento di Shenzen viene venduto al gruppo cinese Baoneng.
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